il punto di vista del counselor

In questa rubrica ci occuperemo di alcuni tra i temi più sentiti del nostro quotidiano, nell’ottica del counseling. Si tratta di un nuovo orientamento di matrice anglosassone, nato dalla convergenza di studi psico-umanistici. Suoi elementi fondanti sono: la centralità della persona, l’ascolto empatico ed attivo, la brevità degli interventi ed il dedicarsi prevalentemente alla prevenzione del disagio e alla promozione del benessere individuale.
L’approccio specifico è quello della Media-Comunic-Azione®, modello teorico elaborato da Zuleika Fusco, per la formazione di professionisti esperti nella comunicazione e nella relazione d’aiuto. È un metodo formativo che interviene a sostegno di individui o gruppi ed aiuta a trasformare il disagio in armonia, per elevare l’autostima e migliorare la qualità della vita, sia privata che sociale o lavorativa. Protagonista del processo è l’utente stesso, cui è offerto ascolto empatico, supporto e orientamento, all’interno di una relazione basata sull’auto-osservazione e sulla promozione dell’autonomia. Il counselor M-C, quindi, facilita la scoperta di nuovi punti di vista e di risorse interiori, che portano alla soluzione autonoma del proprio disagio e che diventano strumenti di supporto per scelte, decisioni e cambiamenti consapevoli.

Guerra e Pace

La cultura odierna tende a condannare la guerra in ogni sua forma, tanto che anche a livello personale siamo sempre più a disagio nel vivere e gestire le situazioni di conflitto. Ma fino a che punto è giusto mediare? Qual è il confine tra pazienza e paura, comprensione e rassegnazione, saggezza e perdita della dignità?

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Il Fregio di Beethoven

Ci sono incontri emozionanti nella vita e non sempre si tratta di persone. A volte ci si innamora anche di un’opera d’arte che ti azzera la parola ed i pensieri e ti trasporta in un’altra dimensione: il Viaggio iniziatico dell'Eroe nel Fregio di Beethoven.

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il cadavere squisito

La creatività come possibilità di esprimere liberamente se stessi…intuire, inventare, immaginare, per produrre qualcosa di nuovo, frutto sia dei nostri processi cognitivi che di emozioni, sensazioni, desideri, visioni. Ciò avviene solitamente quando ci consentiamo la Libertà di dare maggiore centralità alla parte analogica in noi... così ci insegnarono i Surrealisti

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BONTÀ, BUONISMO, CATTIVERIA: NATURA UMANA O NECESSITÀ? Cronache dal Café Philo

Nasciamo buoni, come sosteneva Rousseau ed è l’ambiente a corromperci, oppure anche la cattiveria fa parte del nostro corredo di vita? O forse siamo buonisti, per bisogno di conformarci alle aspettative e ai modelli esterni anche quando non ci rappresentano pienamente? E infine cos’è la cattiveria? Un’energia pericolosa da cui stare alla larga o una parte misteriosa ed imprescindibile della nostra natura con cui fare conoscenza?

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UNA PARTE…E IL TUTTO

Il processo creativo, con il ruolo centrale dell’intuito, fa parte delle nostre potenzialità... di ognuno di noi... e se la logica spesso ci porta a credere che non ci siano possibilità alternative, che l’esperienza ci ha già mostrato l’inevitabilità di certe conseguenze, l’immaginazione ci potrebbe aprire ad approcci diversi...

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Cronache dal Cafè Philo: SO-STARE NEL CONFLITTO. E’ SEMPRE POSSIBILE MEDIARE?

Chi di noi ama i conflitti? Spesso li consideriamo distruttivi e facciamo di tutto per evitarli, lasciando perdere o cercando una conciliazione. A volte un contrasto è un messaggio in sé, un aspetto su cui fermarsi a riflettere e ad ascoltare, le ragioni dell’altro e le nostre, per poi scegliere. Che fare quando sono inconciliabili? Mantenere il punto e scendere in campo talvolta si rende necessario per ristabilire confini o riaffermare se stessi, ecco che allora il conflitto diventa illuminante per rimettere a fuoco principi non derogabili e non confondere la mediazione con il quieto vivere, la ricerca dell’equilibrio con la resa.

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L'arte di assaporare

provando ad essere più presenti ed attenti, nel qui ed ora, innanzitutto dedicandoci più spazio, potremmo imparare a nutrirci, scegliendo cosa troviamo più nutriente ed appagante per noi, e a prenderci cura di noi stessi evitando ciò che può diventare dannoso a lungo andare...

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Giocare e mettersi in gioco

il bello di spostarsi un po' dai nostri comportamenti ordinari, per entrare in una sfera di attività con finalità tutte proprie, quella che il bambino spesso definisce "fare finta" o "fare x scherzo", dove consentirci esperienze che solitamente non fanno parte della nostra quotidianità di adulti...

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