Come dentro, così fuori e viceversa

Postato da on settembre 21, 2016 in appunti di bell'essere | 0 commenti

Come dentro, così fuori e viceversa

Ci sono termini spesso associati, nel dire comune, alla cosmesi e al trucco: effimero, frivolo, superficiale, per esempio.

In questi giorni mi trovo a riflettere su come, in realtà, tutto questo sia un aspetto di disagio dell’argomento, laddove però ne ravviso le enormi risorse.

In questa rubrica mi hai sentita parlare di Bell’essere, inteso come stato interiore che si riflette, per forza di cose, anche a livello esteriore. Come quando siamo innamorati, e tutti intorno cominciano a dirci quanto ci vedono bene.

L’essere umano usa adornarsi il corpo e la pelle dall’alba dei tempi. Gli antichi Egizi erano maestri in questo, ma possiamo facilmente riportare alla mente immagini di guerrieri Maori, sacerdoti Maya, Aborigeni e l’elenco potrebbe continuare.

Noi, che facciamo parte del mondo occidentale, utilizziamo trucco e profumo, oltre che tanti prodotti per la cura di pelle e capelli.

A volte eccediamo e dedichiamo ai cosmetici un’attenzione che sfiora l’ossessione. Cerchiamo sempre qualcosa “di meglio”, puntiamo a risultati che spesso non sono realistici ma sono dettati dal marketing del momento, collezioniamo flaconi su flaconi.

Altre volte, al contrario, siamo così minimal da sfiorare la sciatteria.

Tra la frivolezza e la noncuranza della propria immagine, c’è sicuramente una via di mezzo che può prendere mille forme, a seconda di chi la percorre.

Curarsi di sé in modo congruente al proprio modo di essere non può essere frivlolo, anzi tutt’altro: risponde ad un bisogno profondo di connessione tra ciò che è dentro e ciò che è fuori, o, se preferite, tra la nostra anima e il nostro corpo.

Quando ci curiamo il corpo senza connetterci a noi sperimentiamo uno stridore da qualche parte, sentiamo che qualcosa non torna, indossiamo abiti in cui ci sembra di essere a nostro agio ma in realtà qualcosa ne profondo ci causa una sottile forma di fastidio.

Lì è dove risultiamo superficiali, frivoli ed effimeri.

Non è la forma, in altre parole, ad essere inconsistente, ma la mancanza di collegamento tra la forma e il contenuto.



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