Spirito Pagano

Postato da on gennaio 15, 2016 in eso-pensieri | 0 commenti

Spirito Pagano

Sono passati ormai moltissimi secoli da quando un Imperatore Romano, Flavio Claudio Giuliano, si rivolgeva agli Dei per evocarli. Una leggenda narra di come, durante una di queste evocazioni, gli Dei apparvero in forma di pallide, evanescenti ombre fugaci. I commentatori cristiani dissero che questo era un segno che l’antico ordine pagano volgeva al termine per lasciare spazio alla nuova religione. Poco prima dell’Imperatore Giuliano, attraverso meri atti legislativi, un altro Imperatore Romano, Costantino il grande, aveva iniziato una politica tesa a favorire il cristianesimo e ad ostacolare gli antichi culti. Su questa scia si mossero anche altri governanti tra i quali va senz’altro annoverato Teodosio I che arrivò addirittura a proibire di avvicinarsi ai templi delle divinità. In questo modo sembra aver termine, almeno nella cultura occidentale, l’ancestrale tradizione pagana.

Sembrerebbe la fine di un era dunque, ma ciò che vive profondamente nel cuore degli esseri umani e che fa parte della loro naturale essenza, non può scomparire. In modalità e forme sorprendenti, riprende vita così come un fuoco mai del tutto sopito può nascere da un semplice tizzone ardente. Ecco che il paganesimo quindi rifiorisce come via spirituale anche nelle donne e negli uomini di questo tempo. Nel vasto territorio della paganesimo ho avuto la fortuna di contattare, pieno di curiosità, una persona legata a questo mondo antico ma quanto mai attuale, che ha gentilmente deciso di mostrarci questo affascinante approccio alla spiritualità.

Lasci che la presenti ai nostri lettori. Qual è il suo nome?

Mi chiamo Vanth SpiritWalker, nome che ho assunto nel momento del mio passaggio “ufficiale” al paganesimo e che correntemente considero il mio vero nome, oltre che quello con cui sono conosciuto. Dal 2001 sono Presidente del Pagan Pride Italia; sono inoltre Coordinatore Regionale per l’ Europa dell’ International Pagan Pride Project, di cui il Pagan Pride Italia fa parte. L’ International Pagan Pride Project è un progetto internazionale, basato su eventi che si tengono in tutto il mondo all’ interno di una medesima finestra temporale, volto a promuovere l’ educazione e la corretta informazione circa quello che sono realmente le vie pagane, onde combattere in questo modo la discriminazione ed i pregiudizi.

Com’è nato il suo interesse verso il paganesimo?

Penso di poter dire che sia sempre esistito: fin da bambino ero affascinato dagli antichi miti e leggende e già all’ età di dieci anni avevo capito che la fede cattolica, in cui come molti ero stato educato, non rispondeva alle domande che sentivo prepotenti dentro di me. Lo studio della mitologia, della storia e dell’ antropologia mi hanno portato negli anni a costruire un mio orizzonte, fino al momento in cui ho scoperto, intorno agli anni novanta, che questo mio orizzonte era in realtà condiviso da molte altre persone nel mondo.

Cosa vuol dire essere pagani?

Premettiamo una cosa: il termine pagano è, per sua propria natura, un termine ombrello che copre una grande varietà di tradizioni differenti fra di loro. Per questo motivo rivolgendo questa domanda a dieci pagani otterrà probabilmente undici diverse risposte, e questo naturalmente vale in generale anche per le domande successive. Esistono tuttavia tratti comuni, e sulla base di questi io ritengo di poter dire che, in generale, possiamo indicare come pagani coloro che vivono le antiche spiritualità naturali originarie dell’ Europa e del bacino del Mediterraneo fino alla mezzaluna fertile, nonché forme di riattualizzazione e rivivificazione delle stesse.

In che modo si “vive” la paganità?

Innanzitutto, per l’ appunto, si vive: un pagano è primariamente qualcuno che pratica le vie pagane, non esiste un qualcosa come un “pagano non praticante”. Questo perché parliamo di vie che sono prima di tutto esperienziali, non fideistiche, ragion per cui la pratica personale non è sostituibile in alcun modo.

Quali persone si avvicinano al mondo pagano?

Da un punto di vista demografico, i dati in nostro possesso parlano di una maggioranza femminile, circa il 60% contro il 40% di uomini, e la fascia di età più rappresentata è quella tra i 25 ed i 34 anni. A parte queste nude cifre, il paganesimo è assolutamente trasversale e troviamo le persone più disparate per educazione ed attività. Sicuramente sarà capitato a tutti di trovarsi fianco a fianco, nell’ autobus o in metropolitana, con qualche pagano, senza tuttavia rendersene assolutamente conto.

Qual è il rapporto di un pagano con gli Dei?

Un pagano non ha fede negli Dei: ha esperienza degli Dei, che è qualcosa di diverso. Mi rendo conto che, in una cultura in cui il peso delle religioni fideistiche è predominante, l’ affermazione possa sembrare bizzarra, ma questa è una differenza fondamentale e qualificante. Un pagano non ha intermediari con i propri Dei, ne ha esperienza diretta e individuale.

Quali sono i rituali e le pratiche cultuali che svolgete?

Questo ovviamente varia immensamente a seconda della tradizione specifica di cui stiamo parlando, non esiste una risposta univoca. Posso tuttavia farle un esempio riferendomi alla mia via personale, nella quale è centrale la pratica del viaggio sciamanico: il praticante, sotto la guida del suono del tamburo, viaggia nella realtà non ordinaria per incontrare i propri alleati spirituali e, con il loro aiuto, affrontare questioni che riguardano lui o le persone con lui in contatto. Queste questioni possono andare dal ricevere istruzione o guida riguardo ad eventi della sua vita fino al ricevere una guarigione per una malattia fisica o spirituale.

Qual è il vostro rapporto con il cristianesimo?

Lo stesso rapporto che abbiamo con qualunque altra religione: non riteniamo che esista una sola via valida per tutti, ciascuno deve trovare quella più adatta per sè. Per questo motivo rispettiamo qualunque via spirituale, l’ unico problema che abbiamo sorge nel momento in cui qualcuno vuole imporre la sua via anche a noi, e questo vale per qualunque via.

Qual è il vostro rapporto con la natura?

La natura è nostra madre e nostra sorella, noi comprendiamo come siamo soltanto una parte di questo grande sistema alla pari di tutte le altre parti, non al di sopra. Il divino esiste in ogni cosa che ci circonda, come in ciascuno di noi.

Come vede un pagano la società attuale? Quali sono gli apporti costruttivi che l’ottica pagana può addurre nell’attuale civiltà tutta concentrata sulla tecnica e sull’economia?

Considerato come i più pressanti problemi che ci attanagliano nascono proprio dal fatto che l’ uomo, in questi ultimi tre secoli, si è sempre più considerato come esterno alla natura, come signore e padrone che poteva sfruttare quanto esiste a proprio piacimento, io direi che c’è un gran bisogno di paganesimo: dobbiamo realizzare che, se vogliamo sopravvivere come specie, dobbiamo riimparare a lavorare in maniera collaborativa con la natura, con quanto ci circonda. Questo non vuol dire che i pagani siano tecnofobi, tutt’ altro considerando che sono tutti grandi utilizzatori di internet, per fare un esempio. Ma c’è la consapevolezza di non poter continuare con uno sfruttamento indiscriminato delle risorse, di dover avere cura e rispetto del nostro ambiente e di tutti gli esseri che lo dividono con noi.



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