Qualche giorno fa ho tardato ad uscire perché non trovavo il solare che avevo comprato da poco.
Dopo aver cercato inutilmente in tutti i posti dove credevo di averlo riposto, mi sono rassegnata a recuperarne uno nella borsa da spiaggia dell’anno scorso.
Ovviamente, appena fatto, mi sono girata e ho visto il mio solare nuovo su un ripiano del mobile in camera.
Fin qui, niente di interessante, scommetto che è capitato anche a te qualcosa del genere, probabilmente più di una volta.
Quello che ha catturato la mia attenzione, in questo piccolo episodio di quotidianità domestica, è il motivo per cui, letteralmente, non ho visto il flacone mentre lo cercavo, e cioè che cercavo una scatola arancione. Peccato che la scatola era stata buttata e il flacone è bianco.
Il mio cervello cercava qualcosa di arancione, e non ha davvero “visto” il flacone bianco, seppure fosse proprio ciò che cercavo.
Ho pensato che noi funzioniamo così, anche nella vita.
Cerchiamo “scatole arancioni” anche quando la realtà davanti a noi è bianca.
Ci fissiamo su un’idea, su un’immagine precisa di come dovrebbero essere le cose: un lavoro “giusto”, una relazione “giusta”, perfino una versione “giusta” di noi stessi. E mentre inseguiamo quell’immagine, rischiamo di non vedere ciò che c’è davvero — e che magari è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno.
Anche, spesso questo è il modo in cui reagiamo ai cambiamenti e nota bene: non solo quelli degli altri, ma anche i nostri.
Nelle fasi di passaggio, fatichiamo a vedere che non siamo più arancioni, ma bianchi. Ci pensiamo ancora col vecchio colore e realizziamo con fatica che tante situazioni non ci vanno più bene perché abbiamo cambiato forma.
Ed è questo il punto: la forma, in molti casi, ci distrae dal contenuto.
Perciò il punto spesso non è tanto che non riusciamo a ritrovarci, o ritrovare l’altro, ma è che non ci riconosciamo.
La nostra mente punta all’efficienza filtrando, selezionando e semplificando, ma questo ci inganna e ci fa vedere ciò che ci aspettiamo di vedere, piuttosto di quello che c’è.
Quante volte, per esempio:
- non vediamo opportunità perché non hanno la forma che immaginavamo
- non riconosciamo una persona perché non corrisponde, o non corrisponde più, alla nostra “idea”
- non ci accorgiamo di stare bene, perché non è nel modo in cui pensavamo sarebbe stato
Alla ricerca di quell’unico colore, non solo non ne vediamo altri, ma ci perdiamo anche le sfumature. I dettagli, le piccole mutazioni che testimoniano una realtà viva.
Oggi ti invito a chiederti: quali sono le mie “scatole arancioni”? Quali sono le mie aspettative su di me, sugli altri, sulle situazioni?
Se guardo dietro all’aspettativa, che contenuto trovo? Come sto?
Posso provare a guardare diversamente?
Se quello che cerco fosse già qui, ma in una forma che non sto considerando? Come potrebbe essere?
Aspetto tue notizie: ti sei ritrovata/o in queste parole? In che punto sei della tua vita: riconosci il contenuto dietro la forma, o forse in questo momento qualcosa ti abbaglia? Scrivi nei commenti, leggerò e ti risponderò volentieri.

