Hair Love

Mi sono di recente imbattuta nel cortoanimato premio Oscar 2020 “Hair Love”.

Un concentrato di emozioni e significati contenuto in un argomento apparentemente frivolo: quello dei capelli ribelli di una bimba afroamericana e del tentativo del papà di domarli, metafora della loro relazione, e della madre che li ha persi per via di una cura per il cancro.

Mi colpiscono la tenerezza e la presenza del papà, la tenacia della figlia nell’aiutare suo padre ad aiutarla e la figura della madre, maestra di pazienza e regina della famiglia. Mi sono chiesta quanto spesso accada tutto questo nelle famiglie e quanto sia complesso per i padri mostrare tanta delicatezza, dato che ancora combattono contro una cultura che li vuole forti e tutti d’un pezzo. Stiamo per qualche istante noi donne in questo pensiero. Sentiamo come ci fa stare un uomo tenero e delicato che ci offre una grande sensibilità. Siamo a nostro agio? E’ ciò che ci manca? Lo vogliamo davvero o lo pensiamo soltanto? Perché tutte queste domande vi chiederete.

Perché la tenerezza è un’emozione più scomoda di quanto crediamo, nel darla e nel riceverla.

Ci sono canali privilegiati in cui ci permettiamo di esprimerla senza indugi, con i bambini e con i nostri animali del cuore ad esempio. Per loro la tenerezza scatta involontariamente e senza filtri, e la esprimiamo gioiosamente e pubblicamente. Tra gli adulti tutto diventa più complicato, la paura di essere ridicoli o considerati deboli scatta e ci blocca tanto che nel migliore dei casi lo riconosciamo, mentre nella maggior parte lo subiamo senza portarci troppa attenzione. Negli esercizi corporei all’interno di scuole o corsi di formazione che mirano all’evoluzione personale, quelli sull’espressione della tenerezza sono spesso ostici per gli uomini in particolare. Le reazioni vanno dall’impaccio, la soggezione, il timore fino al disagio. Certamente perché è un’emozione rinnegata che ci “scopre”, ci rende, apparentemente, vulnerabili agli occhi dell’altro, come se la tenerezza avesse a che fare con la cedevolezza, la mollezza di carattere. La crediamo una caratteristica più che altro femminile, che poco si confà alla virilità di un uomo. Ma è un’emozione irrinunciabile, a maggior ragione fra padri e figli. Chi ha avuto un padre dolcissimo sa che nutrimento passi nei gesti delicati di un uomo che non teme di essere giudicato, che travalica il confine della durezza per accogliere la grazia di un amore senza fine.

E i vantaggi della tenerezza sono inestimabili. I nostri bambini la chiedono come manifestazione d’amore, di cura, di presenza e su questa costruiscono la sicurezza di essere amati. Gli innamorati se la scambiano nell’intimità, diventa il linguaggio dell’amore, il codice stesso dell’intimità. Appartiene di diritto al mondo dolcissimo dei bimbi, non è un caso che si parli di “tenera età”, ma anche del bambino interiore che vive dentro di noi e che è capace di amare con la gioia e la spontaneità che gli appartiene. Ma paradossalmente dovrebbe essere delle relazioni adulte.

Un adulto capace di tenerezza ha dentro sè un bambino amato che sa donare.

Sentirla, saperla accogliere, restituirla è un gesto d’amore per sé, per l’altro che poi è la stessa cosa.

E’ presenza, è una fiduciosa commossa gentilezza verso l’oggetto adorato a cui si aprono le porte del nostro cuore.

Buona visione

 

https://www.youtube.com/watch?v=931sXOeOeig

 

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Autore: Silvia Torrieri

Da sempre affascinata dalla mente umana diventa psicologa clinica per saperne di più, innanzitutto di sé stessa. Alla continua ricerca delle motivazioni che spingono i comportamenti, si specializza nelle "nuove dipendenze" e approda alla Media-Comunic-Azione® diventando counselor Relazionale. Lavora nell'ambito della relazione d'aiuto in diversi contesti, da quello scolastico con progetti indirizzati agli studenti nella facilitazione al processo dell'identità al consultorio pubblico dove ha modo di confrontarsi con realtà individuali e familiari complesse e infine nella professione privata. Collabora con Avalon, condividendone i valori della formazione continua e la crescita personale, occupandosi dell'organizzazione delle attività e progettazione degli interventi. Appassionata di tango argentino, è assistente d'aula per Avalon Progetto Tango.

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