il punto di vista del counselor

In questa rubrica ci occuperemo di alcuni tra i temi più sentiti del nostro quotidiano, nell’ottica del counseling. Si tratta di un nuovo orientamento di matrice anglosassone, nato dalla convergenza di studi psico-umanistici. Suoi elementi fondanti sono: la centralità della persona, l’ascolto empatico ed attivo, la brevità degli interventi ed il dedicarsi prevalentemente alla prevenzione del disagio e alla promozione del benessere individuale.
L’approccio specifico è quello della Media-Comunic-Azione®, modello teorico elaborato da Zuleika Fusco, per la formazione di professionisti esperti nella comunicazione e nella relazione d’aiuto. È un metodo formativo che interviene a sostegno di individui o gruppi ed aiuta a trasformare il disagio in armonia, per elevare l’autostima e migliorare la qualità della vita, sia privata che sociale o lavorativa. Protagonista del processo è l’utente stesso, cui è offerto ascolto empatico, supporto e orientamento, all’interno di una relazione basata sull’auto-osservazione e sulla promozione dell’autonomia. Il counselor M-C, quindi, facilita la scoperta di nuovi punti di vista e di risorse interiori, che portano alla soluzione autonoma del proprio disagio e che diventano strumenti di supporto per scelte, decisioni e cambiamenti consapevoli.

Una tenacia da formica

Quasi ogni giorno ho conferma di quanto, per la maggior parte delle persone, risulti faticoso, complesso e affatto prioritario, dare a se stessi il meglio. Che la nostra sia una condizione di insoddisfazione, o frustrazione, o di importante sofferenza, dovrebbe essere scontato fare qualcosa per lenirla, o provare a stare...

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Tanti auguri a te!

Ho festeggiato di recente il mio compleanno e, come in tutte le occasioni che chiudono/aprono fasi, si sono mossi dentro di me riflessioni, bilanci, desideri ma anche curiosità verso questo rituale e le sue origini. Ho scoperto attraverso gli scritti di due antropologi americani, Ralph e Adelin Linton, autori di...

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La fiducia e la polvere fatata

“Abbiate cura di credere alla bellezza della vostra vita, è difficile che non sia bella, è veramente difficile”  Franco Arminio Ho notato questa citazione qualche giorno fa leggendola sulla pagina social di un’amica, poi ieri sera l’ho trovata nuovamente tra i post di un’altra cara amica… uno spunto importante…mi soffermo...

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La fortuna più grande

Conoscete la leggenda della coccinella portafortuna? Sì, intendo proprio l’insetto tra i più simpatici e ben voluti dagli esseri umani. Ve la racconto. Tantissimo tempo fa sul pianeta Terra viveva un uomo enorme di nome Urunti che aveva il compito di mantenere l’ordine e la giustizia fra le creature. A...

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Il peso della leggerezza

Molto spesso ci capita di sentire qualcuno lamentarsi per i tanti impegni e la fatica del quotidiano (non importa quale attività occupa le nostre giornate e con chi condividiamo la gestione casalinga), così come conversiamo sull’attesa pausa estiva di relax, vacanza o riposo, in qualche modo, dall’affaticamento dei lunghi mesi...

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Parlami d’amore

Giorni fa mi sono imbattuta in un articolo che parlava di una ricerca inglese effettuata su un campione significativo di famiglie con figli di età inferiore ai 10 anni e relativo all’abitudine di leggere le favole della buonanotte ai propri piccoli. I risultati di questa ricerca mi hanno colpita: una...

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L’essenza del prendersi cura

La Cura, mentre stava attraversando un fiume, scorse del fango cretoso; pensierosa ne raccolse un po’ e cominciò a dargli forma. Mentre è intenta a stabilire che cosa abbia fatto, interviene Giove. La Cura lo prega di infondere spirito a ciò che essa aveva fatto. Giove acconsente volentieri. Ma quando...

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Hikikomori, il giovane eremita

Autoreclusi, invisibili, nuovi eremiti, così vengono chiamati. Sono i giovani di età compresa tra i 14 e i 30 anni che, senza nessun disagio psicologico conclamato, ad un certo punto decidono di isolarsi dal resto del mondo per ritirarsi nelle proprie abitazioni in crescente, talvolta completa, solitudine e per almeno...

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L’abbraccio di Ragione e Follia

Da tanto tempo quella che in realtà è una condizione umana è stata stigmatizzata e frequentemente trattata come un problema sociale. A partire dall’etimologia della parola “follia” che deriva da “follis” ovvero pallone o mantice pieno d’aria, quindi metaforicamente una “testa vuota”, “colui che ha perso la ragione”; così della parola “delirare” che significa uscire dal solco retto, uscire “de lira”. In genere alla pazzia è stata data quindi una connotazione negativa. Il folle è chi mostra le sue difficoltà di adeguarsi alla società in cui vive; chi esprime la sua follia nei comportamenti irragionevoli, incoerenti e nell’inadeguatezza delle relazioni interpersonali; chi dà spazio ai cosiddetti “stati psichici alterati”, anormali.

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Quanta vita c’è dentro una pausa?

La primavera è senz’altro la stagione della trasformazione e della rinascita, tutto ciò che ci circonda ci rimanda questo, dalla piantina sul davanzale della cucina alla luce che si affaccia fino a tardi allungando le nostre giornate, per non parlare poi del naturale rallentamento dei ritmi. Il corpo lo sa e...

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