Author Archives: Alessandra Caroli

Autore: Alessandra Caroli

È counselor relazionale ad indirizzo mediacomunicativo ed educatrice professionale. Per Avalon si dedica da anni ad attività di counseling, tutoring e organizzazione di eventi. Coordina le attività didattiche ed è parte del corpo docente della Scuola di Counseling e Media-Comunic-Azione. Si occupa di counseling e formazione in contesti pubblici e privati, con un’esperienza decennale in ambito sociale, attraverso progetti di riabilitazione per la disabilità psico-fisica di adulti e bambini e di sostegno alle famiglie. Da sempre ama approfondire la conoscenza di luoghi e culture diverse, unendo quindi il viaggio fuori al viaggio dentro di sé. Con entusiasmo, attraverso la rubrica “Il punto di vista del counselor”, si occupa di sostenere e divulgare questo approccio alla crescita personale e di favorire nel lettore un ampliamento delle prospettive nell’affrontare la quotidianità.

L’ambiguità e il coraggio

Approfitto di ogni occasione per osservare le tante persone che incontro ogni giorno, ad esempio soffermandomi su uno sguardo incrociato per caso, o ascoltando con attenzione i contenuti di conversazioni su temi personali e profondi, e provo a coglierne atteggiamenti ricorrenti e modalità di relazionarsi diffuse. Mi piace poi tantissimo...

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La poesia luccica

  Il periodo pre-natalizio non mi piace granchè…Non sono tra le persone che adorano addobbare la casa e che vanno alla ricerca delle decorazioni più originali a partire da settembre, o che organizzano gite ai mercatini natalizi con amiche e famiglia E neppure mi dedico ad incartare regali e regalini...

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Che maschera indosso?

La maschera è travestimento, gioco, teatralità, simbolo, feticcio. La maschera che piace indossare ai bambini a Carnevale è divertimento, gioco, magia, con l’entusiasmo di sentirsi un personaggio che gli piace, e li fa sentire più forti, belli, cattivi, ammirati ecc., per un breve tempo. Trovo interessante l’origine del Carnevale: risale...

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Il bicchiere troppo pieno

Mi accade spesso, notando una sorta di perplessità nell’espressione di chi ho di fronte, di dover precisare cosa intendo parlando di una delle caratteristiche principali del counseling: portare sempre l’attenzione sulla risorsa. Puntualizzo che non mi riferisco all’ottimismo a tutti i costi, a quel bisogno di mettere i famosi occhiali...

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Una tenacia da formica

Quasi ogni giorno ho conferma di quanto, per la maggior parte delle persone, risulti faticoso, complesso e affatto prioritario, dare a se stessi il meglio. Che la nostra sia una condizione di insoddisfazione, o frustrazione, o di importante sofferenza, dovrebbe essere scontato fare qualcosa per lenirla, o provare a stare...

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La fiducia e la polvere fatata

“Abbiate cura di credere alla bellezza della vostra vita, è difficile che non sia bella, è veramente difficile”  Franco Arminio Ho notato questa citazione qualche giorno fa leggendola sulla pagina social di un’amica, poi ieri sera l’ho trovata nuovamente tra i post di un’altra cara amica… uno spunto importante…mi soffermo...

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Il peso della leggerezza

Molto spesso ci capita di sentire qualcuno lamentarsi per i tanti impegni e la fatica del quotidiano (non importa quale attività occupa le nostre giornate e con chi condividiamo la gestione casalinga), così come conversiamo sull’attesa pausa estiva di relax, vacanza o riposo, in qualche modo, dall’affaticamento dei lunghi mesi...

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L’essenza del prendersi cura

La Cura, mentre stava attraversando un fiume, scorse del fango cretoso; pensierosa ne raccolse un po’ e cominciò a dargli forma. Mentre è intenta a stabilire che cosa abbia fatto, interviene Giove. La Cura lo prega di infondere spirito a ciò che essa aveva fatto. Giove acconsente volentieri. Ma quando...

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L’abbraccio di Ragione e Follia

Da tanto tempo quella che in realtà è una condizione umana è stata stigmatizzata e frequentemente trattata come un problema sociale. A partire dall’etimologia della parola “follia” che deriva da “follis” ovvero pallone o mantice pieno d’aria, quindi metaforicamente una “testa vuota”, “colui che ha perso la ragione”; così della parola “delirare” che significa uscire dal solco retto, uscire “de lira”. In genere alla pazzia è stata data quindi una connotazione negativa. Il folle è chi mostra le sue difficoltà di adeguarsi alla società in cui vive; chi esprime la sua follia nei comportamenti irragionevoli, incoerenti e nell’inadeguatezza delle relazioni interpersonali; chi dà spazio ai cosiddetti “stati psichici alterati”, anormali.

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“Ma che gentile!!”

Portando empatia nei rapporti, ovvero il tentativo di metterci nei panni di chi abbiamo di fronte, si potrebbe creare maggiore sintonia e fluidità negli scambi. Ma sempre meno, nella routine del vivere, ci consentiamo quell’atteggiamento disponibile, altruista, benevolo, a partire soltanto dal sorriso o dalla piccola azione cortese verso una persona sconosciuta. Rinunciando a quell’immediato, prezioso benessere che ne può scaturire per entrambe

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