La fine e l'inizio

Il 2012 sarà un anno da ricordare. Mai come in questo momento siamo stati di fronte all’idea della fine di un ciclo, della necessità del cambiamento, o meglio della trasformazione, e della voglia di ricominciare. Dopo essere sopravvissuti alla fine del mondo e attraversato quasi indenni la giungla delle festività natalizie, finalmente ritroviamo un po’ di tempo per noi e per prepararci al 31 dicembre.

Siamo prossimi alla fine dell’anno, momento di passaggio tra il vecchio e il nuovo, ed è inevitabile pensare a ciò che è stato e che sarà, fare bilanci, propositi e progetti. Stiamo per varcare una soglia, ci attende un nuovo inizio ma è altrettanto importante fermarsi e guardarsi indietro per sapere cosa lasceremo e cosa porteremo con noi.

Mi torna alla memoria una vecchia tradizione dell’ultimo dell’anno, quando si usava gettare dal balcone tutto ciò che era diventato inutile, logoro o danneggiato. Era una grande soddisfazione buttar giù vecchi piatti scheggiati e bicchieri spaiati, si trattava di un atto fortemente liberatorio e catartico. Era un modo per frantumare i brutti ricordi e far spazio, non solo in credenza, al nuovo e al bello.

Per volare alti è necessario mollare le zavorre. Perché non fare una lista di ciò di cui vogliamo liberarci anche dal punto di vista interiore? Viviamo come vorremmo? Facciamo ciò che siamo? Cosa ci appesantisce? Pensiamo a quegli atteggiamenti che vogliamo modificare, a certe abitudini divenute automatismi e che non ci rappresentano più, alle relazioni sbiadite, alle emozioni stagnanti e ai ricordi dolorosi. Un fardello ben pesante per il quotidiano, che ci tiene ancorati al passato, toglie energie e rallenta il cammino.

Come fare dunque? Procediamo per piccoli passi e cominciamo con le zavorre più piccole: saranno più facili da lasciare andare e ci daranno motivazione per proseguire con quelle più impegnative; usiamo anche lucidità e accortezza per non cedere alla tentazione di fare pulizia indiscriminatamente e liberarsi di qualcosa che ci è ancora utile, anche se scomodo, o di agire frettolosamente operando strappi dolorosi per cui non siamo ancora pronti. Infine congediamoci con onore e rispetto da ciò che ci ha accompagnato fin qui e per quello che ha portato nella nostra vita, ciò che non trova più posto oggi, ha avuto il suo ruolo nella nostra esistenza ed è stato parte di noi.

Ora siamo pronti. Che cosa lasceremo andare quest’anno e cosa siamo disposti ad accogliere? Ricontattiamo progetti, desideri e intenti positivi, ora abbiamo fatto loro posto. Ripartiamo con energie rinnovate ed entusiasmo: sarà stimolo per noi e per chi ci sta vicino. “Svuotati e sarai colmato diceva Lao-Tzu ne “La regola celeste”: donare e lasciare andare per poter ricevere, la legge circolare della restituzione, universale e naturale come il moto del mare, il respirare e l’alternarsi delle stagioni. Inizierà un nuovo anno e avremo un’occasione per ricominciare con un vestito nuovo sia fuori che dentro di noi.

Il migiore augurio che possiamo farci è di godere della leggerezza del non trattenere e dell’arricchimento della novità; che ci sia sempre tempo e spazio per i sogni, specialmente quelli ad occhi aperti, frecce puntate verso il mondo che vorremmo.

Buon 2013 a tutti di vero cuore.

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