I capelli, la magia e la storia

Per la scienza, nell’uomo, hanno la funzione di attutire i colpi al cranio e di aiutare il mantenimento del calore corporeo. Sono formati prevalentemente da proteine solide come cheratina e melanina e da acqua e grassi. Parliamo chiaramente di capelli. Ricci, biondi, corti, mossi, a spazzola, lunghi, lisci, crespi, brizzolati, i capelli rappresentano per la razza umana un elemento molto importante sia per la valenza estetica, sia per il valore simbolico che portano.

Presa dalla mia solita curiosità, ho studiato il significato che hanno in diverse culture e ho scoperto che essi rappresentano davvero un veicolo di comunicazione degli status sociali, politici, economici, culturali e religiosi oltre che delle condizioni interiori.

I frati cristiani e i monaci orientali si rasano il capo per dimostrare a Dio e agli uomini la loro sottomissione alla divinità e per non frapporre nulla tra il capo e il cielo. Gli eremiti li lasciano incolti e spettinati come segno di distacco dalla materia e dalla vanità. Gli ebrei ortodossi non si tagliano i capelli ai lati del volto in ossequio alla prescrizione biblica.

Gli esempi, anche storici, che testimoniano l’importanza dei capelli nelle società sono molti. In Francia solo i nobili e i re avevano il privilegio dei capelli lunghi. I capelli erano così preziosi che venivano tagliati e conservati per confezionare parrucche e chi più ne possedeva più si mostrava ricco. Anche nell’antica Roma i capelli dovevano essere lunghi e curati con oli nutrienti e profumati. In Cina tagliarli era disonorevole al punto che tra le punizioni maggiori date alle donne disubbidienti vi era la pratica del taglio pubblico della loro lunga chioma liscia. Fino a qualche secolo fa in Italia, come anche in altri paesi affacciati sul mare, le spose dei marinai non si tagliavano i capelli fino al ritorno del loro sposo sulla terra ferma, in segno di fedeltà, di attesa e di comunione con l’amato.

La credenza magica che la forza fosse nei capelli è radicata nella storia e nella mitologia, Sansone ne è un esempio noto. Gli indiani, famosi per lo scalpo, praticavano questo macabro rituale poiché credevano che la forza dei guerrieri fosse nei capelli, in tal modo il loro spirito, imprigionato nel corpo dei guerrieri uccisi, non sarebbe mai potuto tornare a vendicarsi, pratica bellica usata anche dagli Sciti.

È chiaro, dunque, come trasversalmente nel tempo e nelle varie culture, i capelli siano un simbolo potente che crea un forte legame con le emozioni del momento. Pensiamo a Iside, Dea della fertilità, appartenente alle grandi Dee Madri della mitologia egizia. Lei rappresenta l’archetipo dell’anima compagna: amò così profondamente e totalmente il suo sposo Osiride che quando scoprì che fu assassinato si tagliò i capelli, si stracciò le vesti e partì glabra e nuda nel mondo alla sua ricerca riportandolo in vita per ben due volte.

Quanta forza si cela dietro al gesto del taglio di capelli!

Non solo la forza drammatica della disperazione e dell’amore di Iside, ma anche quella leggera e determinata di una donna del nostro tempo. Mi piace pensare che quando una donna dichiara, con una sentenza, di voler tagliare i propri capelli lunghi sta compiendo un gesto di coraggio per sé stessa e per la sua vita. Parlo di quei gesti che ci fanno sentire padrone di noi stesse e del nostro benessere. Forse tagliarli diventa il simbolo di un rinnovamento tanto desiderato, di una capacità di scegliere quale parte di sé mostrare finalmente al mondo, di una ricerca di leggerezza e di bellezza nuova, magari meno appariscente ma non meno densa. Rappresenta la necessità di tagliare una parte rovinata dalle intemperie e dal tempo per ritrovare vigore o semplicemente per onorare Afrodite che gioca coi capelli con la fierezza di chi conosce il suo valore e il suo sacrosanto diritto al piacere e, perché no, alla vanità.

I capelli sono fili magici che raccolgono la nostra storia e la mostrano al mondo, contengono la gioia e la fatica del vivere, ne portano il peso o l’allegria.

 

                                       “Io vivo sempre insieme ai miei capelli nel mondo 

                                        ma quando perdo il senso e non mi sento niente, 

                                        io chiedo ai miei capelli di darmi la conferma che esisto

                                        e rappresento qualcosa per gli altri di unico, vivo, vero e sincero”

                                                                                  Niccolò Fabi 

 

 

 

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Autore: Silvia Torrieri

Da sempre affascinata dalla mente umana diventa psicologa clinica per saperne di più, innanzitutto di sé stessa. Alla continua ricerca delle motivazioni che spingono i comportamenti, si specializza nelle "nuove dipendenze" e approda alla Media-Comunic-Azione® diventando counselor Relazionale. Lavora nell'ambito della relazione d'aiuto in diversi contesti, da quello scolastico con progetti indirizzati agli studenti nella facilitazione al processo dell'identità al consultorio pubblico dove ha modo di confrontarsi con realtà individuali e familiari complesse e infine nella professione privata. Collabora con Avalon, condividendone i valori della formazione continua e la crescita personale, occupandosi dell'organizzazione delle attività e progettazione degli interventi. Appassionata di tango argentino, è assistente d'aula per Avalon Progetto Tango.

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