Per te

Giorni fa, risistemando i libri nella piccola libreria all’ingresso di casa, ho trovato un libro acquistato e letto quasi vent’anni fa e, come spesso accade, mi sono tornate alla mente e al cuore, immagini e ricordi di quel periodo.

Ricordo che non era affatto un momento di vita semplice e altrettanto vividamente rammento come questo libro sia stato una carezza per me, soprattutto alla sera, nella folla dei pensieri di fine giornata.

“Brodo caldo per l’anima” è un testo senza pretese particolari, racconta storie di vita quotidiana, di gentilezza incondizionata e altruismo disinteressato. L’ho preso dallo scaffale e cominciato a leggere senza un ordine preciso e mi sono accorta, pagina dopo pagina, che era avvenuta un pò la stessa magia del tempo in cui l’avevo letto per la prima volta: il sorriso.

Ci sono storie di nonni e bambini, di sconosciuti che danno una mano a chi è in difficoltà per solo spirito di appartenenza all’umanità, eroi malati che insegnano a vivere e a morire, madri coraggiose e padri dolcissimi, animali amici che sanno cosa significa amare.

Più leggo e più capisco che non basta mai tutta questa bellezza fatta di gesti tanto piccoli quanto straordinari e comprendo che i tempi duri che stiamo attraversando richiedono più che mai la nostra reciproca, autentica gentilezza. Dall’ impasse della vita si esce, senza dubbio, con le proprie forze raccolte come in un fascio di legna da abbracciare ma anche con il più naturale dei sostegni, quello degli altri.

Pensarsi soli equivale a sentirsi tali, ma se ci stiamo un po’ su ci accorgiamo che la solitudine che proviamo ci inganna e rinchiude ulteriormente nei nostri labirinti. Allora cerchiamo gli altri, prima certamente scegliamoli, e poi lasciamo che ci scoprano vulnerabili.

Potremmo scoprire che il labirinto che ci fa tanta paura è un giardino condiviso di fiori da innaffiare e persone da incontrare.

Così ho deciso di fare un gesto gentile ad uno sconosciuto, un altro me che vaga nel mondo alla ricerca di stupore e magia. E quello che mi manca lo offro io per prima, sicura che la vita, generosa com’è, troverà il modo di farsi sentire alle orecchie aperte alla sua musica. Ho lasciato sulla panchina di un parco pubblico una scatolina contenente un regalo corredato di un bigliettino “Per te”.

Per te che resisti alla semplificazione e contieni la complessità che si muove dentro e fuori e credi, ancora, nel bello dietro l’angolo.

Nel gesto liberatorio di donare a casaccio ho vissuto l’egoistico piacere di sentirmi parte di un universo in cui due persone, in quel momento, hanno sorriso: io e te, sconosciuto amico.

Un uomo parlava col Signore di paradiso e inferno,

il Signore disse all’uomo: “vieni ti mostrerò l’inferno”.

Entrarono in una stanza in cui un gruppo di persone sedeva attorno ad una grande pentola di stufato. Tutti erano denutriti, affamati e disperati.

Ognuno teneva in mano un cucchiaio che raggiungeva la pentola, ma il cucchiaio aveva un manico tanto più lungo delle loro braccia che non poteva essere usato per portare alla bocca lo stufato. La sofferenza era terribile.

“Vieni, adesso ti faccio vedere il paradiso”, disse il Signore dopo un pò.

Entrarono in un’altra stanza, identica alla prima, tutto era uguale: la stessa pentola di stufato e gli stessi cucchiai a manico lungo.

Ma lì tutti erano felici e ben nutriti.

“Non capisco” disse l’uomo. “Perché sono felici qui se nell’altra stanza erano disperati e tutto era uguale?”

Il Signore sorrise. “Ah, è semplice”, disse.

Qui hanno imparato a darsi da mangiare l’un l’altro.

Ann Landers

 

 

Condividi...

Autore: Silvia Torrieri

Da sempre affascinata dalla mente umana diventa psicologa clinica per saperne di più, innanzitutto di sé stessa. Alla continua ricerca delle motivazioni che spingono i comportamenti, si specializza nelle "nuove dipendenze" e approda alla Media-Comunic-Azione® diventando counselor Relazionale. Lavora nell'ambito della relazione d'aiuto in diversi contesti, da quello scolastico con progetti indirizzati agli studenti nella facilitazione al processo dell'identità al consultorio pubblico dove ha modo di confrontarsi con realtà individuali e familiari complesse e infine nella professione privata. Collabora con Avalon, condividendone i valori della formazione continua e la crescita personale, occupandosi dell'organizzazione delle attività e progettazione degli interventi. Appassionata di tango argentino, è assistente d'aula per Avalon Progetto Tango.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Categorie

Commenti recenti

Da Avalon Giornale

Tag

Archivi